Foto in bianco e nero di un corridore che corre attraverso la foschia termica che si alza da una strada nel deserto.

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Il team SiS

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Allenarsi con il caldo non significa solo bere di più, ma anche reintegrare un profilo elettrolitico completamente diverso.

A agosto il tuo corpo non è lo stesso atleta che era a gennaio.

I cambiamenti fisiologici vanno ben oltre il semplice disagio. L’acclimatazione al caldo, ovvero il processo che il tuo corpo affronta in circa dieci-quattordici giorni di allenamento costante in condizioni di caldo, produce cambiamenti misurabili nel volume plasmatico, nella velocità di sudorazione e, soprattutto, nella composizione di ciò che perdi quando sudi. Capire questi cambiamenti fa la differenza tra gestire bene il caldo e ottenere ripetutamente prestazioni inferiori alle tue possibilità in queste condizioni.

L'acclimatazione crea un obiettivo in continua evoluzione, non un'esigenza fissa

Quando ti alleni per la prima volta con il caldo, la sudorazione aumenta perché il tuo corpo cerca di smaltire più velocemente il carico termico. Già questo rende ancora più importante reintegrare liquidi ed elettroliti. Ma il cambiamento più interessante avviene nelle due settimane successive. Man mano che l’acclimatazione procede, il volume di sudore aumenta ancora di più, a volte in modo drastico, mentre la concentrazione di sodio nel sudore tende a diminuire. Il corpo diventa più efficiente nel conservare il sodio, anche se produce più sudore in generale.

Questo crea un obiettivo in continua evoluzione. All’inizio di un ciclo di allenamento con temperature elevate, potresti perdere sia più liquidi che più sodio per sessione rispetto a quanto sei abituato. Più avanti nello stesso ciclo, il volume rimane elevato ma la perdita di sodio per litro diminuisce. Una strategia elettrolitica fissa, applicata in modo uniforme per tutto quel periodo, non ti sarà d’aiuto né all’inizio né alla fine.

I profili individuali del sudore determinano chi è più a rischio

In pratica, questo significa che il fabbisogno di elettroliti durante l’allenamento con temperature elevate non è fisso, ma dipende dalla fase di acclimatamento in cui ti trovi, dalla durata e dall’intensità dell’allenamento e dalle tue caratteristiche individuali di sudorazione.

Chi suda molto e ha un’alta concentrazione di sodio nel sudore, cioè chi “suda salato”, riconoscibile dai residui bianchi che lascia sulla pelle o sull’abbigliamento, deve affrontare esigenze ancora maggiori quando fa caldo. Le sue perdite di sodio di base sono già elevate e, per di più, il caldo aumenta la quantità di sudore. Per questa persona, una bevanda sportiva standard potrebbe non bastare a reintegrare ciò che si sta perdendo.

Al contrario, chi ha un livello di sodio nel sudore più basso e si è completamente acclimatato potrebbe dover dare priorità al volume dei liquidi piuttosto che alla reintegrazione del sodio, soprattutto nelle sessioni più lunghe in cui l’iponatriemia, ovvero un basso livello di sodio nel sangue dovuto a un eccessivo consumo di acqua naturale, diventa una vera preoccupazione.

La tempistica con cui assumi gli elettroliti durante una sessione influisce sul risultato

Piuttosto che usare sempre la stessa formula di elettroliti per ogni allenamento con il caldo, vale la pena pensare a un approccio a più livelli. Il carico di sodio pre-allenamento, cioè consumare cibi ricchi di sodio o una bevanda elettrolitica ad alto contenuto di sodio nelle ore prima dell’allenamento, aiuta ad aumentare il volume plasmatico e prepara il corpo a trattenere i liquidi. Durante le sessioni che durano più di un’ora al caldo, la reintegrazione degli elettroliti dovrebbe avvenire in concomitanza con l’assunzione di liquidi, piuttosto che dopo. Dopo l’allenamento, la priorità passa al reintegro sia dei liquidi che del sodio, per favorire il recupero e prepararti al carico del giorno successivo.

In questo caso, la concentrazione di sodio nel tuo integratore elettrolitico è importante. I prodotti variano notevolmente: alcuni contengono circa 250–300 mg di sodio per porzione, altri arrivano a 500 mg o anche di più. In condizioni moderate, spesso basta la quantità minima. In caso di caldo prolungato, soprattutto per chi suda molto o durante i primi giorni di un ritiro di allenamento con temperature elevate, le formulazioni con un contenuto di sodio più elevato si rivelano fondamentali.

Il caldo mette in luce i limiti delle strategie nutrizionali generiche

Il caldo non si limita a rendere l’allenamento più faticoso. Modifica la fisiologia di base in modi che rendono meno affidabili le strategie nutrizionali generiche. Gli atleti che gestiscono meglio le condizioni di caldo non sono semplicemente più in forma, ma hanno prestato attenzione a ciò che il loro corpo sta effettivamente perdendo e si sono adeguati di conseguenza.

Il sudore è una questione personale. Il caldo ne amplifica l’individualità. Più la tua strategia per gli elettroliti tiene conto di entrambi questi fattori in modo preciso, meno il caldo diventa un fattore limitante e più diventa una condizione per cui ti sei preparato davvero.


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