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Questa è una Storia di tenacia e passione, una Storia di poesia e dedizione, questa che vi raccontiamo è la storia di Sara, una ragazza con un sogno d’Oro!

Sara è Sara Dossena, una gentile, simpatica e disponibile ragazza, che sin dagli esordi ha dimostrato di avere i valori che contraddistinguono i Campioni dal resto degli appassionati. Lei infatti, sin dal primo giorno, ha dovuto lottare contro infortuni e sfortune ma ha sempre reagito con forza, rispondendo ad ogni colpo con quella tenacia che, come dicevamo, hanno solo i grandi atleti.

Nonostante sia andata al tappeto qualche volta in più del dovuto, ha sempre dimostrato il suo valore: prima nell’atletica leggera, poi nel triathlon e oggi nel mondo dell’endurance podistica, la maratona!

Il 5 Novembre 2017 a New York il mondo sportivo, italiano e non, ha consacrato Sara Dossena come un’assoluta certezza della Maratona, sesta al traguardo ha fatto gioire migliaia di tifosi.

La maratona infatti è la distanza regina della corsa, capace di emozionare i primi come gli ultimi, una distanza dove tenacia, determinazione e resistenza giocano ruoli fondamentali.

Successivamente in quel di Nagoya (era il 10 Marzo 2019) ha confermato il suo valore segnando il tempo di 2h24’ a soli 16” dal record italiano. Un’emozione per Sara, un’emozione per ogni sportivo.

Oggi, a meno di 30 giorni dal Campionato del Mondo di Doha (in data venerdì 27 Settembre) Sara è più pronta che mai per spingere il suo corpo verso un nuovo incredibile obiettivo. E come dice il suo allenatore, sarà lei a fare la differenza.

Noi di Science in Sport abbiamo sempre creduto in Sara e anche in questo viaggio ci sentiamo protagonisti. Abbiamo fatto e faremo sempre il massimo per supportarla nel raggiungere i suoi obiettivi!

Durante un recente incontro abbiamo colto l’occasione per farle qualche domanda sugli ultimi dettagli, sperando possano essere interessanti anche per voi lettori.

  • Partiamo con una curiosità, conosci già il passo gara che terrai a Doha? Come lo hai trovato, è un concetto basato sull’esperienza o hai fatto dei test con “il Brass” (Maurizio Brassini, il Coach di Sara, ndr)?

    Il passo gara è sempre un discorso stressante per un atleta, ammettere o dichiarare un ritmo o tempo finale fa sempre un po’ paura, sia per scaramanzia ma anche perchè non si vuole ammettere. Diciamo che vorrei sicuramente fare una prestazione come a Nagoya, spingere al massimo, rischiare qualcosina, ma controllare la prestazione. Comunque ci sono diversi tipi di allenamneto che ti fanno trovare il tuo passo, ma questi variano molto da persona a persona. Personalmente in allenamento rendo meno rispetto alla gara, vuoi per la concentrazione o per l’adrenalina, e quindi se dovessi basarmi solo su quello, in gara andrei veramente molto più piano. Il mio consiglio è di fare delle gare di avvicinamento durante la preparazione, misurare il passo su una 21 km è l’ideale. Comunque alla fine una cosa è certa, la maratona è un punto di domanda un po’ per tutti, quindi bisogna almeno provare, e soprattutto rischiare, e maturare esperienze.

  • Se parlassimo di ultima settimana, come fai a gestire il recupero senza perdere allenamento? Dopo che ti sei allenata così intensamente è giusto mollare o hai dei suggerimenti per gestire la fase di scarico?

    L’ultima settimana è la più bella e più brutta, sicuramente il corpo è felice di beneficiare di un po’ di giorni di scarsi allenamenti e una routine più tranquilla, ma dall’altro c’è il problema di dover gestire lo stress dell’imminente competizione. Inizi a farti domande del tipo “sarò davvero pronta? Ho fatto tutto?”. Io scarico la testa, ed il corpo, con attività alternative come il nuoto, ma sono abituata. Non consiglio mai, a chi me lo chiede, di farlo se non è abituato, perchè potrebbe affaticare i muscoli o danneggiare la preparazione. Tuttavia le abitudini non devono variare troppo, nulla di diverso ma solo una diminuzione del carico del lavoro. Secondo la mia esperienza è sbagliato stravolgere o smettere completamente di allenarsi. L’unico allenamento, a 5 giorni dalla gara, che consiglio è una seduta brillante, in pista o su un percorso veloce, dove fare qualche ripetuta di velocità per mantenere le fibre muscolari “attive”.

  • Mentre cosa farai nei 2/3 giorni prima della maratona, come ti alimenterai?

    Forse il momento più emozionante per uno sportivo, a 48 ore dalla gara devi cercare di svuotare la testa da ogni pensiero e trovare la concentrazione. L’errore potrebbe essere modificare la propria alimentazione o comunque le abitudini, perchè probabilmente sarai in un hotel, fuori casa. Personalmente cerco di non cambiare nulla, dalla sveglia alla colazione e all’integrazione. Aumento solo leggermente la quantità di carboidrati nei due pranzi e cene precedenti e diminuisco la quantità di verdura e fibre, per evitare problemi gastrointestinali, ma non seguo diete particolari. A livello di integrazione utilizzo costantemente, 365 giorni l’anno, gli Omega 3 e i sali minerali, sopratutto con il caldo. Poi inserisco calcio e vitamina c a cicli.

  • Sfatiamo un mito… com’è la colazione di una maratoneta forte come te?

    Nessun mito, mi spiace (ride, ndr)! Come dicevo prima non stravolgo mai le abitudini quindi la colazione resta la stessa di tutti i giorni, l’unica cosa che cambia è l’orario in base alla partenza della gara. Consiglio di farla almeno 3h prima.

  • Mentre durante la gara come ti alimenti?

    Durante il riscaldamento, di solito abbastanza breve, sorseggio Beta Fuel dalla borraccia, oltre ad idratarmi è una fonte leggerissima, ma al tempo stesso ricca di carboidrati, che colma le scorte di zuccheri, visto che la colazione è stata fatta tante ore prima.
    Durante la gara prendo ogni 10Km un gel isotonico, e bevo regolarmente dei sali minerali (GO Hydro). In una gara come Doha (previsioni molto calde, ndr) credo utilizzero GO Electrolyte, un prodotto a base di maltodestrine ma con molti Sali minerali, quindi un binomio perfetto per gare calde. Appena dopo il traguardo il Brass mi aspetta con un bello shaker di REGO al cioccolato per iniziare subito a recuperare!

  • A proposito di recupero, come sono i giorni successivi ad una maratona?

    Dipende dal risultato (risata di Sara, ndr)! A parte gli scherzi, le gambe sono stanche ma l’umore è felice perchè sai di aver dato tutto, sia per arrivare al giorno di gara sia per quello che hai dato e fatto durante. Di solito per una settimana faccio quasi riposo, non chiedo nulla a me stessa ed ogni giorno mi alzo senza programma, faccio un po’ cio che mi fa stare meglio! Dopo mesi e mesi di preparazione, e sacrifici, mi tolgo anche tutti gli sfizi che non ho potuto soddisfare per un lungo periodo, tipo una pizza!

  • Sara ci ringrazia, ma siamo noi a ringraziare lei ancora una volta, per disponibilità e semplicità! Alcuni di voi hanno provato ad incrociarla alle gare, altri lo faranno, ma siamo certi che tutti ne avranno un ricordo estremamente positivo.

    In bocca al lupo Sara, facci emozionare!

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